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+ Produzioni Teatri D'Abruzzo

GALILEO GALILEI
da Bertolt Brecht


con Alberto Santucci, Tommaso Di Giorgio, Rita Scognamiglio, Cristina Cartone, Marco Massarotti, Federica Nobilio, Ottaviano Taddei, Stefania Evandro, Giacomo Vallozza.
Costumi Stefania Evandro luci e suono Antonio Silvagni
Foto di scena Fabio Di Evangelista  Scenotecnica Ivan Medici Musiche e regia Giacomo Vallozza.

Il nuovo spettacolo
dei Teatri d’Abruzzo narra la vicenda umana, storica e politica di Galileo Galilei (1564-1642), il matematico pisano che ha rivoluzionato il pensiero scientifico e filosofico degli ultimi quattro secoli, praticando un nuovo modo di porsi di fronte ai fenomeni della natura, il metodo scientifico, appunto, ovvero una prassi della verificabilità e condivisibilità delle informazioni, risultanti da esperimenti e non solo da argomenti.
Parole, musiche e immagini per raccontare l’entusiasmo di un’epoca che vede all’orizzonte sorgere una nuova era: “Da cent'anni è come se l'umanità si stia aspettando qualcosa. Ma ora noi diciamo: visto che così è, così non deve rimanere, perché tutto si muove amico mio”.
La straordinaria opera brechtiana si presenta come una parabola. Dapprima l’immagine luminosa che deriva dalla certezza di Galileo di poter affermare e divulgare le nuove attraverso l’affermazione della ragione. Ma la forza che ne scaturisce non basta a convincere il potere costituito, rappresentato dalla Chiesa: l’immagine luminosa si confonde, emergono zone buie, imperscrutabili, la certezza si trasforma lentamente e dolorosamente in illusione. Galilei, nonostante abbia osservato cose mai viste prima da essere umano, si vede suo malgrado inscritto nelle tenebre, e sarà costretto a fare i conti con un dictat superiore, quello del regime ecclesiastico
Nella ragione e nella visione, uscirà sconfitto. Ma proprio quando i suoi occhi non hanno più luce (rimane cieco a 70 anni), egli vede chiaramente l’etica che deve porsi alla base dell’agire di ogni scienziato e la rivela all’allievo prediletto: “Io credo che la scienza non possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell'esistenza umana.”
Il popolo, come afferma Walter Benjamin, seppure nell’ombra, è il vero protagonista del Lieben des Galilei di Bertolt Brecht, opera che rappresenta il testamento spirituale dello scrittore tedesco.
Nello spettacolo dei Teatri d’Abruzzo dieci attori/macchinisti raccontano la parabola umana di Galileo incarnando ogni figura della commedia, agendo in questa officina/laboratorio che è il palcoscenico.


con Alberto Santucci, Tommaso Di Giorgio, Rita Scognamiglio, Cristina Cartone, Marco Massarotti, Federica Nobilio, Ottaviano Taddei, Stefania Evandro, Giacomo Vallozza.

Costumi Stefania Evandro, luci e suono Antonio Silvagni,
Foto di scena Fabio Di Evangelista  Scenotecnica Ivan Medici, Musiche e regia Giacomo Vallozza.

Replica Avezzano 2012
Partecipazione straordinaria, attraverso la proiezione di un video inedito, dell'astrofisica Margherita Hack e di Marco Santarelli
Si ringrazia: Staff Research Santarelli e la Zikkurat International Business









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Le compagnie:
Terrateatro
Teatro Lanciavicchio
Teatro del Paradosso
 
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